Sono un uomo che ascolta tutti, parla con pochi e decide da solo
sabato 31 marzo 2012
lunedì 26 marzo 2012
Si sta facendo sempre più tardi
Il passato è più facile da leggere: uno si volta all’indietro e, potendo, dà un’occhiata. E poi, sia come sia, esso rimane sempre impigliato da qualche parte, magari a brandelli.
A volte bastano soltanto l’olfatto e le papille gustative, è notorio: lo sappiamo da certi romanzi, anche belli. Oppure un ricordo, quale che sia: un oggetto visto nell’infanzia, un bottone ritrovato in un cassetto, che so, una persona che essendo un’altra te ne ricorda un’altra, un vecchio biglietto del tram.
A volte bastano soltanto l’olfatto e le papille gustative, è notorio: lo sappiamo da certi romanzi, anche belli. Oppure un ricordo, quale che sia: un oggetto visto nell’infanzia, un bottone ritrovato in un cassetto, che so, una persona che essendo un’altra te ne ricorda un’altra, un vecchio biglietto del tram.
Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi
domenica 25 marzo 2012
Di sogni e d'amore
In questo tempo in cui mi sembra di vivere nella "verità capovolta",
che oramai mi credo maturo e finito, ho però spesso la malinconia di questo iniziale,
ingenuo pessimismo buono; ho, nel voltarmi, la sensazione di voler ricominciare
tutto daccapo e di non lasciare niente, non trascurare niente di quello che ho
fatto, studiato, sofferto. Oggi nel voltarmi so di voler bene, un gran bene
alla mia vita e a chi me l'ha data, me l'ha fatta capire, conquistare.
Non sono qui per ricercare ineluttabili o dolorose affermazioni assolute. In parecchi giovani lo squilibrio e l'equilibrio sono divisi da un filo sottilissimo. Spesso la maturazione avviene di colpo, quasi senza rumore; più spesso nasce da una crisi individuale, dall'opporsi al mondo e alla società, dallo scoprire la grandezza e l'impossibilità di un amore, di più amori.
L'accettazione della vita, così com'è, bella e brutta, nel suo vario materiarsi, mi pare oggi più di una conquista, più di un sentimento. E vale la pena di vivere in un'umanità a volte stanca, a volte grande, illusa, semplice, trionfale, sempre diversa, meravigliosa.
Vale la pena di ritrovare la fede attraverso un amore perduto e avere la certezza di quel Dio che in Sua madre, davanti a tutti, sa piangere per me.
Non sono qui per ricercare ineluttabili o dolorose affermazioni assolute. In parecchi giovani lo squilibrio e l'equilibrio sono divisi da un filo sottilissimo. Spesso la maturazione avviene di colpo, quasi senza rumore; più spesso nasce da una crisi individuale, dall'opporsi al mondo e alla società, dallo scoprire la grandezza e l'impossibilità di un amore, di più amori.
L'accettazione della vita, così com'è, bella e brutta, nel suo vario materiarsi, mi pare oggi più di una conquista, più di un sentimento. E vale la pena di vivere in un'umanità a volte stanca, a volte grande, illusa, semplice, trionfale, sempre diversa, meravigliosa.
Vale la pena di ritrovare la fede attraverso un amore perduto e avere la certezza di quel Dio che in Sua madre, davanti a tutti, sa piangere per me.
giovedì 22 marzo 2012
Rispettiamoci per non ucciderci
Nulla è più complesso che spiegare perché noi percepiamo quel che sappiamo. Gli altri abitano in sfere diverse: si vedono, si sentono, si toccano ma non si percepiscono poiché percepiamo solo noi stessi. Se vogliamo comprenderci parlare con gli altri è inutile: siamo tutti incompresi. Rispettiamoci per evitare di ucciderci
mercoledì 21 marzo 2012
domenica 18 marzo 2012
Neppure il futuro è più quello di una volta
I padri di oggi, come vedono il futuro dei propri figli?
Sempre con più frequenza mi convinco che, nel maggior numero di casi, non siano in grado di prevedere alcunchè.
Sempre con più frequenza mi convinco che, nel maggior numero di casi, non siano in grado di prevedere alcunchè.
Lo vedo ogni santo giorno; non si pongono alcuna domanda, perchè hanno paura della risposta. Oppure perchè non sanno neppure immaginarne una.
Il risultato è uno: per quanto concerne l'avvenire dei figli, i genitori vivono soltanto nel presente. O per dirla più francamente: campano alla giornata.
Osservano i figli crescere, superare l'adolescenza, entrare nella prima età adulta e non riescono ad avvistare che cosa gli accadrà l'indomani, dopo sei mesi, un anno o cinque anni.
Osservano i figli crescere, superare l'adolescenza, entrare nella prima età adulta e non riescono ad avvistare che cosa gli accadrà l'indomani, dopo sei mesi, un anno o cinque anni.
Se li interroghi, questi padri e queste madri, dichiarano la loro impotenza ad intuire quale vita faranno i loro ragazzi.
E' un silenzio obbligato. Che può essere infranto soltanto se chi li interpella è un amico o una persona che merita la confidenza più totale. Allora confessano le ansie che li assediano. Sono tante e molto diverse, ma conducono ad un risultato sempre uguale: il timore che i figli incontrino un'esistenza ben più difficile della loro. E siano costretti a retrocedere nella scala sociale. Sino al punto di ricadere nella povertà, la stessa dei padri, delle madri e soprattutto dei nonni.
E' per questa ragione che continuo a sostenere che tanti genitori vivono nel presente. Sono allergici all'idea di affacciarsi non solo al futuro, ma ancor più di dare un'occhiata al passato. Perchè proprio il passato li induce a mille timori, facendo così emergere spettri di fantasmi che, oramai, credevano aver sconfitto definitivamente.
sabato 17 marzo 2012
Diventare persone vive
Tantissime frasi attribuite o attribuibili ai personaggi storici o comunque famosi, sono state inventate dai loro biografi. Eppure le citiamo con convinzione. Per rassicurarci nei nostri pregiudizi, leggiamo o ascoltiamo soltanto chi parla come noi, chi ha il pensiero più affine al nostro. E ci lasciamo cullare la mente di storie fasulle e versioni tranquillizzanti, interpretando la realtà in forma mitica ed i miti in forma letterale.
L'intuizione ci rivela continuamente chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli dei, coprendola con il ticchettio dei pensieri ed il frastuono delle emozioni.
Preferiamo ignorarla, talvolta, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perchè altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi.
venerdì 16 marzo 2012
giovedì 15 marzo 2012
Domani è un altro giorno e si vedrà...
Ho
sempre creduto che non ci sia nulla di più logorante dell'attesa, che sia di un
cambiamento positivo o negativo, ma pur sempre un cambiamento. Quando è
improvviso devi farci i conti subito, non hai molto tempo a disposizione per
decidere cosa sia meglio fare, quando il dubbio ti assale. Lì è proprio una
questione d'istinto.
Mentre quando sai che qualcosa accadrà, a
volte conosci addirittura il giorno, allora tutto quello che puoi fare o
che non puoi fare lo senti prudere nelle mani... ma soprattutto lo senti
battere nel cuore.
E cominci a vivere di speranza che non muore, di parole
ancora da dire e di ricordi da appendere al muro, di attimi intorno a te che
diventano insignificanti o troppo importanti... e di stati d'animo che fai
sempre più fatica a controllare, perchè più cerchi di non pensarci, più
l'attesa ti assale.
Sostanzialmente, a tutto c'è un perchè. Forse lo possiamo capire o meno, in certi momenti, probabilmente, non ne siamo neppure in grado, troppo presi dai nostri pensieri, dai nostri problemi. E se io scrivo queste parole, anche ora esiste un perchè. Forse non è poi neppure così importante il motivo che mi spinge qui, a parlare in astratto di qualcosa di molto più concreto. Sono fortemente convinto, però, che sia colpa o merito proprio di questa speranza... della speranza di tornare ancora qui, tra qualche mese, e ricredermi su un vecchio detto popolare, "chi di speranza vive disperato muore"... perchè a volte non c'è altro da fare che alzare le mani e arrendersi a questa attesa...
Sostanzialmente, a tutto c'è un perchè. Forse lo possiamo capire o meno, in certi momenti, probabilmente, non ne siamo neppure in grado, troppo presi dai nostri pensieri, dai nostri problemi. E se io scrivo queste parole, anche ora esiste un perchè. Forse non è poi neppure così importante il motivo che mi spinge qui, a parlare in astratto di qualcosa di molto più concreto. Sono fortemente convinto, però, che sia colpa o merito proprio di questa speranza... della speranza di tornare ancora qui, tra qualche mese, e ricredermi su un vecchio detto popolare, "chi di speranza vive disperato muore"... perchè a volte non c'è altro da fare che alzare le mani e arrendersi a questa attesa...
La vita è un libro pieno di domande e
le risposte si possono trovare soltanto attraverso l'esperienza.
Ma chissà, domani è un altro giorno e si vedrà...
Ma chissà, domani è un altro giorno e si vedrà...
martedì 13 marzo 2012
Silenzio e poi... ???!!!
Crediamo di essere al di sopra di tutto quando siamo felici e soddisfatti.
Eppure, il nostro IO più vero, viene fuori quando siamo tristi, delusi, amareggiati; è come se, nella solitudine, lo sguardo non cogliesse più il superfluo, ma solo l'essenza.
Sono le persone silenziose quelle che hanno di più da trasmettere. Sembrano vuote, mentre dentro esplodono e nessuno se ne accorge
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